CIAPA 'L PULAST 2025
A cercare di acchiappare l’atletico pollastro, tutti gli anni a Santa Lucia in quel di Vigone, arrivano almeno 500 persone da tutto il Piemonte.
La formula che da 12 edizioni attrae così tante persone appassionate di podismo – corsa e cammino - a “Ciapa ‘l pulast ca scapa via” è semplice: un atleta travestito da pollo (il costume è bellissimo, e tutti pretendono un selfie con il pennuto), viene lasciato libero in piazza Clemente Corte a Vigone. L’animale da cortile, con tanto di scarpe da runner, accortosi in fretta della libertà donatagli inaspettatamente scappa a zampe levate verso Cercenasco lungo la Provinciale. Poi, sentendosi braccato dalla marea di podisti, cerca riparo nel buio delle campagne, virando verso ovest direzione pista ciclabile. È qui che cambia marcia e da fondo a tutte le energie, ma non si avvede che sta tornando, dopo 5 km di fuga, esattamente al punto di partenza. In tanti lo acchiappano: tagliato il traguardo, come premio, lo ricevono belle che impacchettato in una confezione, pronto per essere messo nel forno con qualche patatina a tenergli compagnia.
Una corsa goliardica in notturna che il Vigonechecorre, la società organizzatrice, aveva messo in campo parallelamente a tante gare decisamente più serie e di alto livello, come la Mezza di Varenne e la 10 km Nazionale Vigonechecorrela10, nell’anno 2013. «È un manifestazione che piace – ammette Beppe Audenino, presidente del sodalizio vigonese – l’idea è venuta da una battuta fatta in compagnia con gli amici del direttivo. Qualcuno aveva detto: «Co fuma a Santa Lucia? Ciapuma ‘l pulast ca scapa via!».
Detto fatto! Brillante l’idea e, se è vero che in molte regioni del Nord Italia, e soprattutto nei paesi Scandinavi, si celebra Santa Lucia che per tradizione diffonde la luce, si è pensato anche a questo particolare: «Lungo i due chilometri della ciclabile che sarebbe totalmente al buio, da sempre posizioniamo dei lumini – spiega Gianni Morano, uno dei fondatori della società vigonese – Ogni sette passi, ne posiamo due sui lati del nastro d’asfalto, in tutto sono circa 500». E l’effetto per chi partecipa è magnifico: agli occhi si presenta una scena simile a quella di un’atterraggio notturno, con la pista ben segnalata dalle luci, «effetto ancor più suggestivo se le campagne sono coperte di neve e, magari, c’è la luna» ricorda Morano.
Le difficoltà, negli anni, (ma anche le risate…) non sono mancate: nei primi tempi i lumini venivano costruiti con le bottigliette dei succhi di frutta riempite di combustibile, accendendo uno stoppino:«Quelle piccole Molotov facevano una bella luce, ma emanavano un fumo terribile…» ricorda scherzando Audenino. Poi si passò ai lumini da cimitero e, infine, a quelli a batteria “Made in China” che ancora si utilizzano. Un’ altra tegola arrivò dall’Aviaria, con polli decisamente poco in forma per affrontare una gara.
Ma chi corre lo sa: gli ostacoli sono fatti per essere superati e, anche ieri sera a Vigone, per acchiappare il pollastro, sono arrivati in 700.
Gualtiero Falco
Per la cronaca: a tagliare per primo il traguardo è stato Diego Ras (Atletica Pinerolo) che vince lo sprin su Andrea Cuccioletta (Vigonechecorre), terza piazza per Emanuele Soggetti (GS Pomaretto). Al femminile vince Gaia Gagliardi (Atletica Saluzzo) seguita da Noemi Bouchard (Atletica Saluzzo) terza piazza per Sarah L'Epèe (Roata Chiusani)